Tecnica Shell di Khoury
Definizione
La tecnica shell di Khoury usa lamine corticali sottili di osso autologo come guscio rigido per contenere chips di osso particolato. L’idea è strutturale prima che biologica: costruire un’impalcatura con l’osso più duro del paziente, riempirla con l’osso più vitale, e lasciare che il tempo faccia il resto.
Come funziona
L’osso corticale viene prelevato, tipicamente dal ramo mandibolare, con una sega oscillante o con disco piezoelettrico. La lamina viene assottigliata fino a 1 mm circa, sagomata e fissata con microviti davanti e sopra il difetto crestale. Lo spazio tra la lamina e l’osso residuo si riempie con chips corticospongiosi dello stesso paziente. A guarigione avvenuta — quattro mesi in media — l’impianto si inserisce in un osso nuovo, denso, autologo al cento per cento.
Perché è diversa
La GBR tradizionale usa membrane e innesti particolati, spesso eterologhi. La shell di Khoury elimina la membrana. L’osso corticale è la membrana. La rigidità della lamina evita il collasso dei tessuti molli e protegge il coagulo dalla pressione. Il risultato è un osso rigenerato con le caratteristiche meccaniche dell’osso nativo.
Indicazioni e limiti
Funziona bene in difetti orizzontali e verticali di medie dimensioni, soprattutto nei settori posteriori. Richiede un sito donatore con osso sufficiente, una buona tecnica di prelievo e di fissazione, e una chiusura dei tessuti molli senza tensione. Non è una tecnica rapida. È una tecnica esigente che, quando riesce, restituisce un’anatomia difficile da ottenere altrimenti.
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