Chirurgia Mucogengivale
Definizione
La chirurgia mucogengivale si occupa dei tessuti molli che circondano i denti e gli impianti. Non tratta la malattia parodontale in senso stretto — tratta le sue conseguenze estetiche e funzionali, e le condizioni anatomiche sfavorevoli. Recessioni gengivali, banda insufficiente di gengiva cheratinizzata, frenuli aberranti, deficit di volume dei tessuti molli perimplantari.
Evoluzione terminologica
Il termine chirurgia mucogengivale è stato progressivamente sostituito da chirurgia plastica parodontale (Miller, 1993) per riflettere l’ampliamento delle indicazioni oltre i difetti mucogengivali classici: aumento di cresta per motivi estetici, allungamento di corona clinica, ricostruzione papillare.
Tecniche principali
Lembo coronalmente avanzato: il lembo viene spostato coronalmente per coprire la recessione. Innesto connettivale subepiteliale: il gold standard per la copertura radicolare — tessuto prelevato dal palato e posizionato sotto un lembo. Tecnica a tunnel: inserimento dell’innesto senza incisioni verticali. Innesto gengivale libero: per aumentare la banda di cheratinizzata quando il volume non è il problema.
Fattori predittivi del successo
La classificazione di Cairo (RT1, RT2, RT3) ha sostituito quella di Miller e predice la copertura radicolare ottenibile. RT1 (nessuna perdita di attacco interproximale): copertura completa prevedibile. RT2 (perdita interproximale ≤ perdita vestibolare): copertura parziale. RT3 (perdita interproximale > perdita vestibolare): copertura completa non prevedibile. Conoscere il limite prima di operare è più importante che padroneggiare la tecnica.
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