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Peri-implantite su un impianto anteriore: titanio coperto e gengiva sana a tre anni

· · 4 min di lettura
Tecnica
Implantoplastica, xenoinnesto e innesto di connettivo in una seduta
Zona
Impianto in 2.2, pilastro di un ponte fisso
Durata
3 anni di controlli
Fasi documentate
7

Situazione iniziale

Il paziente, 60 anni, porta un ponte fisso in metallo-ceramica su sei impianti, inseriti da un altro clinico almeno quindici anni prima. Si presenta per un fastidio localizzato a un solo pilastro, l’impianto in 2.2. Il collare lucido e l’inizio della superficie ruvida sono esposti sotto una mucosa sottile ed edematosa. Il sondaggio vestibolare è di 6 mm, con sanguinamento e suppurazione; la gengiva cheratinizzata è sotto i 2 mm.

Le radiografie periapicali non mostrano perdita ossea mesiale né distale. Il difetto sta tutto sul versante vestibolare, dove la radiografia non lo vede: la diagnosi la fanno il sondaggio e l’ispezione. È una peri-implantite secondo le definizioni del World Workshop 2017, con una deiscenza vestibolare dei tessuti molli associata.

Piano di trattamento

Il difetto ha due parti con due biologie diverse. Dentro l’osso c’è un cratere in parte contenuto, che può trattenere un innesto. Sopra, il titanio è fuori dall’osso, senza parete, coperto da una mucosa troppo sottile per proteggerlo e per lasciarsi pulire.

Prima della chirurgia, terapia non chirurgica con l’igienista. Il ponte resta in sede: ha profili di emergenza anatomici e spazi adeguati per la detersione. Alla rivalutazione l’impianto 2.2 sanguina ancora e suppura, e la chirurgia è indicata. Il piano tratta ogni parte del difetto secondo la sua biologia, in una sola seduta: levigatura della parte esposta, innesto osseo nel cratere, aumento dello spessore della gengiva.

Intervento

Lembo a spessore parziale, rimozione del tessuto di granulazione e del pus. Implantoplastica della porzione sopracrestale con frese diamantate, spazzole in titanio e gommini, fino a una superficie liscia; decontaminazione con gel di EDTA. Xenoinnesto particolato condensato nel cratere, senza membrana. Innesto di connettivo prelevato dal palato, posizionato sopra superficie levigata e xenoinnesto. Lembo avanzato coronalmente e suturato per una copertura primaria completa. L’aumento dei tessuti molli contestuale alla chirurgia combinata della peri-implantite è descritto in letteratura in piccole serie di casi [2].

Risultato

A tre anni il sondaggio è di 2 mm, senza sanguinamento né suppurazione. La deiscenza non c’è più e il titanio non si vede: la mucosa è rosa, compatta, visibilmente più spessa. Il paziente segue un programma di mantenimento ogni tre mesi, che le linee guida europee indicano come parte integrante della cura [4].

Una mucosa spessa e cheratinizzata si associa a meno infiammazione e a un margine più stabile attorno all’impianto [3]. Il risultato riguarda questo caso e non è una previsione per altri: la scelta della tecnica dipende dalla forma del difetto e dalle condizioni di ciascun paziente.

Il caso è documentato nel case report su Zenodo [1], scritto per i colleghi, con la tecnica, la bibliografia e i limiti. Per i pazienti, come riconoscere e curare la peri-implantite è spiegato in impianto dentale che sanguina o si gonfia.

Riferimenti bibliografici

  1. Bruschi E. Combined resective–reconstructive and mucogingival management of peri-implantitis with a buccal soft-tissue dehiscence at an anterior implant supporting a full-arch restoration: a 3-year case report. Zenodo; 2026. doi:10.5281/zenodo.23351880
  2. Schwarz F, Sahm N, Becker J. Combined surgical therapy of advanced peri-implantitis lesions with concomitant soft tissue volume augmentation. A case series. Clin Oral Implants Res. 2014;25(1):132-6. doi:10.1111/clr.12103 · PMID: 23350647
  3. Tavelli L, Barootchi S, Avila-Ortiz G, Urban IA, Giannobile WV, Wang HL. Peri-implant soft tissue phenotype modification and its impact on peri-implant health: a systematic review and network meta-analysis. J Periodontol. 2021;92(1):21-44. doi:10.1002/JPER.19-0716 · PMID: 32710810
  4. Herrera D, Berglundh T, Schwarz F, Chapple I, Jepsen S, Sculean A, et al. Prevention and treatment of peri-implant diseases—The EFP S3 level clinical practice guideline. J Clin Periodontol. 2023;50 Suppl 26:4-76. doi:10.1111/jcpe.13823 · PMID: 37271498

Domande frequenti

Che cos'è la peri-implantite?
È un'infiammazione dei tessuti attorno a un impianto dentale con perdita dell'osso che lo sostiene. All'inizio di solito non fa male: i primi segni sono sangue quando si spazzola, gengiva gonfia o arrossata, a volte pus o il metallo dell'impianto che diventa visibile. Si distingue dalla mucosite, in cui l'infiammazione riguarda solo la gengiva e l'osso è ancora al suo posto.
Perché in questo caso non è bastata la pulizia?
La terapia non chirurgica, fatta dall'igienista, è sempre il primo passo. Alla rivalutazione dopo due settimane l'impianto sanguinava ancora e c'era pus: secondo le linee guida europee è l'indicazione alla chirurgia. Il difetto, inoltre, aveva una parte di titanio fuori dall'osso che solo a cielo aperto si poteva levigare e coprire.
Che cos'è l'implantoplastica?
È la levigatura, con frese e gommini, della parte di impianto rimasta fuori dall'osso, finché diventa liscia. Una superficie liscia trattiene meno placca e si pulisce meglio. Toglie un po' di titanio, quindi si fa solo dove serve, e qui era coperta subito dopo da un innesto di gengiva.
Il risultato è definitivo?
Dopo tre anni il sondaggio è di 2 millimetri, la gengiva non sanguina e il titanio non si vede. La peri-implantite però può tornare: il paziente fa un controllo ogni tre mesi, ed è parte della cura quanto la chirurgia.

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