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Impianto post-estrattivo sull'incisivo laterale con espansione apicale

Ernesto Bruschi, DDS, MS · · Agg. · 6 min di lettura
Radiografia endorale del controllo dopo la consegna della corona definitiva in zirconia sul 22: impianto in posizione palatale e profonda, apice sulla corticale del pavimento nasale, livello osseo marginale stabile.

In breve — In un incisivo laterale superiore con cresta sottile ho inserito un impianto subito dopo l’estrazione, preparando il sito sul palato con espansori a vite anziché con le frese. La stabilità primaria è venuta dalla corticale del pavimento nasale. Il gap vestibolare è stato innestato e il provvisorio avvitato consegnato lo stesso giorno. Il case report completo è su Preprints.org.

Il paziente ha 60 anni, fuma circa venti sigarette al giorno e ha una parodontite stadio IV, grado C. È arrivato con un dolore acuto: il 22, vitale, aveva sotto una vecchia corona una carie quasi circolare, scesa sotto il livello in cui si può ricostruire un dente. Le quattro pareti dell’alveolo erano integre, la vestibolare sottilissima.

Radiografia endorale pre-operatoria del 22: carie estesa sotto la corona, nessuna lesione periapicale; distalmente due impianti osteointegrati

Figura A — Prima dell’estrazione. Il difetto radiotrasparente è coronale e cervicale; l’apice è pulito.

Il sito che tradisce l’asse della radice

Sull’incisivo laterale la radice punta verso vestibolare. Seguirla vuol dire appoggiare l’impianto proprio sulla parete che dopo l’estrazione si riassorbe di più: Araújo e Lindhe l’hanno mostrato nel 2005, ed è osso fascicolato, che vive finché c’è il legamento parodontale. All’apice dell’alveolo, poi, l’osso è poco e il torque resta basso. Per un carico immediato non basta.

Ho cambiato direzione. Con una fresa lanceolata a 100 giri ho segnato la parete palatale, ho allargato l’accesso con una fresa pilota da 2,2 mm e ho completato l’osteotomia con una sequenza di espansori a vite della stessa forma dell’impianto, a 15 giri o a mano. È quella che chiamo espansione apicale: l’osso viene compattato verso l’apice e verso il palato, e la nuova osteotomia resta separata dall’alveolo originale. L’alveolo non l’ho curettato, per conservare il legamento residuo e il tessuto reattivo che lo riveste: un’ipotesi che abbiamo discusso in un preprint dedicato.

Visione occlusale del sito 22 prima dell'inserimento dell'impianto: la nuova osteotomia, preparata con gli espansori, è sul versante palatale e separata dall'alveolo

Figura B — L’osteotomia finita, sul palato. L’alveolo originale resta davanti, verso vestibolare, non curettato.

Dove l’impianto trova la presa

Con l’espansore da 3,8 × 13 mm in sede ho fatto una radiografia e poi una CBCT. Oltre l’apice dell’espansore restavano 2 mm di osso fino al pavimento nasale. Un impianto da 15 mm li avrebbe usati, arrivando a 15,1 mm lungo l’asse, ma con la spalla troppo superficiale. Ho scelto un 13 mm e l’ho affondato più dell’espansore.

Ricostruzione sagittale della CBCT intraoperatoria con l'espansore da 13 mm in sede: 2,0 mm di osso residuo fino al pavimento nasale e 15,1 mm di profondità lungo l'asse

Figura C — La CBCT con l’espansore in sede. 13,0 mm la lunghezza dell’espansore, 15,1 mm dove arriverebbe un impianto da 15, 2,0 mm l’osso che resta fino al pavimento nasale.

L’impianto da 4,25 × 13 mm è entrato oltre i 60 Ncm, con l’apice sulla corticale del pavimento nasale: una delle chiavi anatomiche della stabilità primaria nei post-estrattivi singoli, dentro quello che ho chiamato arco sovramascellare.

Radiografia endorale subito dopo l'inserimento: impianto da 4,25 × 13 mm in posizione palatale e apicale, con l'apice sulla corticale del pavimento nasale

Figura D — L’impianto appena inserito. L’apice prende la corticale del pavimento nasale.

Il gap tra impianto e parete vestibolare l’ho riempito con uno xenoinnesto, senza membrana e senza suture.

Visione occlusale dopo l'inserimento: il gap tra impianto e parete vestibolare è riempito di xenoinnesto bovino deproteinizzato

Figura E — Il gap vestibolare riempito di xenoinnesto, per compensare il riassorbimento dell’osso fascicolato. Nessun lembo, nessuna sutura.

Tarnow e colleghi, su una coorte retrospettiva, hanno visto che innesto del gap e provvisorio immediato riducono la perdita di spessore vestibolo-palatale nei post-estrattivi senza lembo. Il provvisorio avvitato, fuori occlusione, è stato consegnato lo stesso giorno.

Come è andata

A 30 giorni la guarigione era regolare. A tre mesi i tessuti molli riproducevano il profilo del provvisorio, senza collasso vestibolare visibile, e ho consegnato la corona definitiva in zirconia avvitata.

Visione occlusale a tre mesi con il provvisorio rimosso: mucosa peri-implantare sana e profilo di emergenza conservato

Figura F — Tre mesi, provvisorio svitato. La mucosa ha preso la forma che il provvisorio le ha dato.

Visione laterale il giorno della consegna della corona definitiva in zirconia sul 22: margine vestibolare allineato, profilo convesso, papille presenti

Figura G — La corona definitiva. Il profilo vestibolare è convesso, senza collasso visibile; le papille riempiono gli spazi.

Il paziente è stato seguito per altri 12 mesi senza complicanze. Se ti interessa l’uso degli espansori nell’alveolo post-estrattivo anche in osso atrofico, lì trovi altri casi; la letteratura sugli impianti post-estrattivi immediati e sull’espansione crestale è raccolta a parte.

Il limite è dichiarato: un caso singolo, esito descritto ma non misurato con indici estetici o sovrapposizione di scansioni.

Il case report completo — Bruschi E. Expander-assisted immediate implant placement in a maxillary lateral incisor site combining apical bone expansion, supramaxillary arch buttress stabilization, and immediate provisionalization: a case report. Preprints; 2026. doi:10.20944/preprints202610.0734.v1. Manoscritto in inglese secondo le linee guida CARE, non ancora sottoposto a revisione paritaria, con dodici figure, la cronologia del caso, il punto di vista del paziente e 21 voci di bibliografia. Una dichiarazione che qui va ripetuta: ho contribuito allo sviluppo degli espansori usati in questo caso e non ne ricevo royalties.

Riferimenti bibliografici

  1. Araújo MG, Lindhe J. Dimensional ridge alterations following tooth extraction. An experimental study in the dog. J Clin Periodontol. 2005;32(2):212-8. doi:10.1111/j.1600-051X.2005.00642.x · PMID: 15691354
  2. Tarnow DP, Chu SJ, Salama MA, Stappert CF, Salama H, Garber DA, et al. Flapless postextraction socket implant placement in the esthetic zone: part 1. The effect of bone grafting and/or provisional restoration on facial-palatal ridge dimensional change-a retrospective cohort study. Int J Periodontics Restorative Dent. 2014;34(3):323-31. doi:10.11607/prd.1821 · PMID: 24804283
  3. Bruschi E, De Nale M. Anatomical keys to primary stability in single post-extraction implants (non-Full-Arch). Zenodo. 2026. doi:10.5281/zenodo.20922579
  4. Bruschi E. The Supramaxillary Arch: the Hidden Buttress of the Splanchnocranium. Zenodo. 2026. doi:10.5281/zenodo.21364561
  5. Bruschi GB, De Nale M, Bruschi E, Viganò P, Tuscano D. Granulation tissue as an in-situ regenerative reservoir in periodontal, implant, and bone-regeneration surgery: a demineralized-bone-matrix hypothesis. Zenodo. 2026. doi:10.5281/zenodo.21496858
  6. Bruschi E. Expander-assisted immediate implant placement in a maxillary lateral incisor site combining apical bone expansion, supramaxillary arch buttress stabilization, and immediate provisionalization: a case report. Preprints. 2026. doi:10.20944/preprints202610.0734.v1

Domande frequenti

Perché non mettere l'impianto nell'asse del dente estratto?
Sull'incisivo laterale superiore l'asse della radice punta verso vestibolare. Un impianto in quella posizione appoggia sulla parete vestibolare, che è sottile e fatta in gran parte di osso fascicolato destinato a riassorbirsi. In più, all'apice dell'alveolo l'osso è poco e il torque di inserimento resta basso. Spostare l'osteotomia sul palato e in profondità porta l'apice sulla corticale del pavimento nasale.
Cosa cambia usare gli espansori al posto delle frese?
La fresa asporta osso, l'espansore lo compatta e lo sposta. In una cresta sottile questo conserva volume e aumenta la densità attorno all'impianto. Il prezzo è il controllo: dentro un alveolo fresco l'espansore tende a seguire le pareti dell'alveolo, per questo ho verificato asse e profondità con una radiografia e una CBCT prima di completare l'osteotomia.
Una CBCT intraoperatoria non è troppa radiazione per un solo dente?
Non è un passaggio di routine e va giustificata caso per caso. Qui la cresta era a lama di coltello, l'approccio era senza lembo e l'apice doveva ingaggiare una corticale sottile: un errore di asse avrebbe significato fenestrazione vestibolare o perdita di stabilità. In casi simili la chirurgia guidata è un'alternativa ragionevole.
Un solo caso dimostra che la tecnica funziona?
No. Un case report descrive una procedura e il suo esito in un paziente; non permette confronti né stime di successo. Il risultato è buono a 12 mesi dalla corona, in un fumatore con parodontite grave alle spalle, ma servono dati misurati e follow-up più lunghi.

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Formato pronto per tesi, slide e articoli. Se lo citi in una pagina web, usa l’URL come link: è così che i lettori risalgono alla fonte.

Bruschi E. Impianto post-estrattivo sull'incisivo laterale con espansione apicale [Internet]. Frosinone: Bonebenders; 2026 [aggiornato 2026 ott 16; citato 2026 ott 25]. Disponibile su: https://bonebenders.com/blog/impianto-post-estrattivo-incisivo-laterale-espansione-apicale/

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