Impianto post-estrattivo sull'incisivo laterale con espansione apicale
In breve — In un incisivo laterale superiore con cresta sottile ho inserito un impianto subito dopo l’estrazione, preparando il sito sul palato con espansori a vite anziché con le frese. La stabilità primaria è venuta dalla corticale del pavimento nasale. Il gap vestibolare è stato innestato e il provvisorio avvitato consegnato lo stesso giorno. Il case report completo è su Preprints.org.
Il paziente ha 60 anni, fuma circa venti sigarette al giorno e ha una parodontite stadio IV, grado C. È arrivato con un dolore acuto: il 22, vitale, aveva sotto una vecchia corona una carie quasi circolare, scesa sotto il livello in cui si può ricostruire un dente. Le quattro pareti dell’alveolo erano integre, la vestibolare sottilissima.

Figura A — Prima dell’estrazione. Il difetto radiotrasparente è coronale e cervicale; l’apice è pulito.
Il sito che tradisce l’asse della radice
Sull’incisivo laterale la radice punta verso vestibolare. Seguirla vuol dire appoggiare l’impianto proprio sulla parete che dopo l’estrazione si riassorbe di più: Araújo e Lindhe l’hanno mostrato nel 2005, ed è osso fascicolato, che vive finché c’è il legamento parodontale. All’apice dell’alveolo, poi, l’osso è poco e il torque resta basso. Per un carico immediato non basta.
Ho cambiato direzione. Con una fresa lanceolata a 100 giri ho segnato la parete palatale, ho allargato l’accesso con una fresa pilota da 2,2 mm e ho completato l’osteotomia con una sequenza di espansori a vite della stessa forma dell’impianto, a 15 giri o a mano. È quella che chiamo espansione apicale: l’osso viene compattato verso l’apice e verso il palato, e la nuova osteotomia resta separata dall’alveolo originale. L’alveolo non l’ho curettato, per conservare il legamento residuo e il tessuto reattivo che lo riveste: un’ipotesi che abbiamo discusso in un preprint dedicato.

Figura B — L’osteotomia finita, sul palato. L’alveolo originale resta davanti, verso vestibolare, non curettato.
Dove l’impianto trova la presa
Con l’espansore da 3,8 × 13 mm in sede ho fatto una radiografia e poi una CBCT. Oltre l’apice dell’espansore restavano 2 mm di osso fino al pavimento nasale. Un impianto da 15 mm li avrebbe usati, arrivando a 15,1 mm lungo l’asse, ma con la spalla troppo superficiale. Ho scelto un 13 mm e l’ho affondato più dell’espansore.

Figura C — La CBCT con l’espansore in sede. 13,0 mm la lunghezza dell’espansore, 15,1 mm dove arriverebbe un impianto da 15, 2,0 mm l’osso che resta fino al pavimento nasale.
L’impianto da 4,25 × 13 mm è entrato oltre i 60 Ncm, con l’apice sulla corticale del pavimento nasale: una delle chiavi anatomiche della stabilità primaria nei post-estrattivi singoli, dentro quello che ho chiamato arco sovramascellare.

Figura D — L’impianto appena inserito. L’apice prende la corticale del pavimento nasale.
Il gap tra impianto e parete vestibolare l’ho riempito con uno xenoinnesto, senza membrana e senza suture.

Figura E — Il gap vestibolare riempito di xenoinnesto, per compensare il riassorbimento dell’osso fascicolato. Nessun lembo, nessuna sutura.
Tarnow e colleghi, su una coorte retrospettiva, hanno visto che innesto del gap e provvisorio immediato riducono la perdita di spessore vestibolo-palatale nei post-estrattivi senza lembo. Il provvisorio avvitato, fuori occlusione, è stato consegnato lo stesso giorno.
Come è andata
A 30 giorni la guarigione era regolare. A tre mesi i tessuti molli riproducevano il profilo del provvisorio, senza collasso vestibolare visibile, e ho consegnato la corona definitiva in zirconia avvitata.

Figura F — Tre mesi, provvisorio svitato. La mucosa ha preso la forma che il provvisorio le ha dato.

Figura G — La corona definitiva. Il profilo vestibolare è convesso, senza collasso visibile; le papille riempiono gli spazi.
Il paziente è stato seguito per altri 12 mesi senza complicanze. Se ti interessa l’uso degli espansori nell’alveolo post-estrattivo anche in osso atrofico, lì trovi altri casi; la letteratura sugli impianti post-estrattivi immediati e sull’espansione crestale è raccolta a parte.
Il limite è dichiarato: un caso singolo, esito descritto ma non misurato con indici estetici o sovrapposizione di scansioni.
Il case report completo — Bruschi E. Expander-assisted immediate implant placement in a maxillary lateral incisor site combining apical bone expansion, supramaxillary arch buttress stabilization, and immediate provisionalization: a case report. Preprints; 2026. doi:10.20944/preprints202610.0734.v1. Manoscritto in inglese secondo le linee guida CARE, non ancora sottoposto a revisione paritaria, con dodici figure, la cronologia del caso, il punto di vista del paziente e 21 voci di bibliografia. Una dichiarazione che qui va ripetuta: ho contribuito allo sviluppo degli espansori usati in questo caso e non ne ricevo royalties.
Riferimenti bibliografici
- Araújo MG, Lindhe J. Dimensional ridge alterations following tooth extraction. An experimental study in the dog. J Clin Periodontol. 2005;32(2):212-8. doi:10.1111/j.1600-051X.2005.00642.x · PMID: 15691354
- Tarnow DP, Chu SJ, Salama MA, Stappert CF, Salama H, Garber DA, et al. Flapless postextraction socket implant placement in the esthetic zone: part 1. The effect of bone grafting and/or provisional restoration on facial-palatal ridge dimensional change-a retrospective cohort study. Int J Periodontics Restorative Dent. 2014;34(3):323-31. doi:10.11607/prd.1821 · PMID: 24804283
- Bruschi E, De Nale M. Anatomical keys to primary stability in single post-extraction implants (non-Full-Arch). Zenodo. 2026. doi:10.5281/zenodo.20922579
- Bruschi E. The Supramaxillary Arch: the Hidden Buttress of the Splanchnocranium. Zenodo. 2026. doi:10.5281/zenodo.21364561
- Bruschi GB, De Nale M, Bruschi E, Viganò P, Tuscano D. Granulation tissue as an in-situ regenerative reservoir in periodontal, implant, and bone-regeneration surgery: a demineralized-bone-matrix hypothesis. Zenodo. 2026. doi:10.5281/zenodo.21496858
- Bruschi E. Expander-assisted immediate implant placement in a maxillary lateral incisor site combining apical bone expansion, supramaxillary arch buttress stabilization, and immediate provisionalization: a case report. Preprints. 2026. doi:10.20944/preprints202610.0734.v1
Domande frequenti
Perché non mettere l'impianto nell'asse del dente estratto?
Cosa cambia usare gli espansori al posto delle frese?
Una CBCT intraoperatoria non è troppa radiazione per un solo dente?
Un solo caso dimostra che la tecnica funziona?
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Bruschi E. Impianto post-estrattivo sull'incisivo laterale con espansione apicale [Internet]. Frosinone: Bonebenders; 2026 [aggiornato 2026 ott 16; citato 2026 ott 25]. Disponibile su: https://bonebenders.com/blog/impianto-post-estrattivo-incisivo-laterale-espansione-apicale/ Bruschi, E. (2026, 7 ottobre). Impianto post-estrattivo sull'incisivo laterale con espansione apicale. Bonebenders. https://bonebenders.com/blog/impianto-post-estrattivo-incisivo-laterale-espansione-apicale/
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