Si può fare la risonanza magnetica con impianti dentali, apparecchio e otturazioni?
In breve — Nel mio studio a Frosinone me lo chiedono prima di ogni risonanza: gli impianti dentali in titanio sono sicuri in risonanza magnetica. Il titanio è paramagnetico, non ferromagnetico: non si muove, non si scalda, non si stacca. Può generare artefatti sull’immagine, ma senza alcun rischio per il paziente. Questo articolo spiega cosa succede davvero, quando il radiologo va informato e come si comportano apparecchio ortodontico, otturazioni in amalgama, perni e dentiere.
Si può fare la risonanza con impianti in titanio?
Sì. Gli impianti dentali in titanio sono sicuri in risonanza magnetica fino a 3 Tesla. Il titanio è paramagnetico: non si muove, non si scalda in modo significativo, non si stacca dall’osso. Segnala la presenza degli impianti nel questionario pre-esame; il radiologo gestisce eventuali artefatti locali sull’immagine.
Cosa dire al radiologo?
Compila il questionario pre-esame segnalando impianti in titanio e corone fisse: non vanno rimossi. Rimuovi protesi mobili con metallo o magneti. Se la risonanza riguarda encefalo o ATM, avvisa il radiologo: può adattare le sequenze per limitare gli artefatti locali.
La domanda che tutti fanno
“Dottore, devo fare una risonanza. Ma ho gli impianti.”
È la domanda più frequente dopo “quanto costa” e “fa male”. E la risposta, nella stragrande maggioranza dei casi, è semplice: sì, puoi fare la risonanza magnetica.
Ma dietro quella risposta semplice c’è una fisica che vale la pena capire, perché toglie ogni ansia.
Perché il titanio non è un problema
La risonanza magnetica funziona con un campo magnetico potente — da 1,5 a 3 Tesla nella pratica clinica — e impulsi di radiofrequenza. I materiali ferromagnetici (ferro, nichel, cobalto) interagiscono fortemente con questo campo: si surriscaldano, si spostano, distorcono l’immagine in modo catastrofico.
Il titanio non è ferromagnetico. È paramagnetico. Significa che ha una suscettibilità magnetica debolissima: risponde al campo magnetico in misura trascurabile. Non si muove, non si scalda in modo significativo, non si stacca dall’osso.
Questo vale per il titanio commercialmente puro (grado 4, il più usato in implantologia) e per le leghe di titanio (Ti-6Al-4V). Entrambi sono classificati come “MR Conditional” — compatibili con la risonanza entro i parametri standard degli scanner clinici.
Cosa sono gli artefatti e perché non devono preoccuparti
Il titanio genera artefatti — alterazioni locali dell’immagine dovute alla distorsione del campo magnetico nella zona immediatamente circostante l’impianto. In pratica, sull’immagine si vede una zona scura o distorta attorno all’impianto, con un raggio di pochi millimetri.
Lo studio di Bohner et al. (2020), pubblicato su Dentomaxillofacial Radiology, ha misurato con precisione questi artefatti: la distorsione media era di 2,57 ± 1,09 mm per gli impianti in titanio, contro 0,37 ± 0,20 mm per quelli in zirconia. La geometria dell’impianto (diametro, lunghezza) non influenzava significativamente l’estensione degli artefatti (DOI).
In parole semplici: l’artefatto c’è, è limitato, e non crea problemi al paziente. Può creare problemi al radiologo, ma solo se la struttura da indagare è immediatamente adiacente all’impianto.
Quando gli artefatti contano davvero
La revisione sistematica di Bohner et al. (2022) su Dentomaxillofacial Radiology, che ha analizzato 19 studi clinici, ha mostrato che gli artefatti dentali possono influenzare la diagnosi non solo nella cavità orale, ma anche nelle strutture craniofacciali e cerebrali vicine. I materiali ortodontici in acciaio inossidabile risultavano i più problematici, mentre i dati sugli impianti dentali erano limitati ma rassicuranti (DOI).
Questo significa che se devi fare una risonanza del ginocchio, della colonna o dell’addome, i tuoi impianti dentali sono completamente irrilevanti. Se devi fare una risonanza dell’encefalo o dell’articolazione temporomandibolare, gli artefatti possono essere presenti ma gestibili dal radiologo con sequenze appropriate.
Non tutti i metalli in bocca sono uguali
Qui serve una distinzione importante. Gli impianti dentali in titanio sono sicuri. Ma in bocca ci possono essere altri metalli.
Xie et al. (2023) hanno confrontato cinque leghe diverse usate in odontoiatria per protesi fisse: il cobalto-cromo produceva gli artefatti maggiori, seguito dal nichel-cromo e dalle leghe di titanio. Le leghe d’oro producevano gli artefatti più piccoli. Nessuna di queste leghe comprometteva la salute dei tessuti peri-implantari.
Il punto critico non sono gli impianti, ma le vecchie corone in metallo-ceramica (soprattutto nichel-cromo e cobalto-cromo), le barre in acciaio degli apparecchi ortodontici, e i magneti usati in certe overdenture. Questi ultimi — i magneti — sono gli unici dispositivi dentali che possono rappresentare una controindicazione relativa alla risonanza.
Apparecchio, otturazioni, perni e dentiera
Le stesse domande valgono per l’apparecchio ortodontico, le otturazioni, i perni e la dentiera.
Con l’apparecchio ortodontico fisso la risonanza si fa, con i brackets in bocca. Una revisione sistematica del 2022 su diciotto studi ha misurato quanto si scaldano brackets e fili, se si staccano e quanto distorcono l’immagine. Riscaldamento e distacco durante l’esame non sono risultati pericolosi per il paziente. Il problema è l’immagine. Brackets e fili in acciaio inossidabile danno gli artefatti più estesi, mentre i brackets in ceramica o in plastica non ne danno di rilevanti (DOI). Una revisione del 2019, cinque studi su 90 persone, aggiunge un criterio. Il danno alla qualità diagnostica cresce con la quantità di acciaio e con la vicinanza alla zona da studiare (DOI). Per una risonanza del ginocchio l’apparecchio è quindi irrilevante. Per una risonanza dell’encefalo, dell’orbita o della mandibola il radiologo può chiedere all’ortodontista di sfilare l’arco, cioè il filo, per la durata dell’esame. Si fa in pochi minuti, senza togliere i brackets, e si rimette dopo. Le mascherine trasparenti e gli apparecchi mobili si tolgono. Il retainer fisso incollato dietro gli incisivi resta dov’è, perché è un filo sottile, sicuro, con un artefatto confinato ai denti anteriori.
Le otturazioni in amalgama, i «denti piombati», non danno problemi. L’amalgama è una lega di mercurio, argento, stagno e rame, senza ferro, nichel o cobalto. Uno studio del 2013 ha misurato a 1,5 Tesla la distorsione prodotta dai materiali dentali di uso comune e li ha divisi in tre gruppi (DOI). I materiali del tutto compatibili, ammessi anche nel dente che si vuole studiare, sono il cemento vetroionomerico, la guttaperca delle devitalizzazioni, la zirconia e alcuni compositi. L’amalgama sta nel secondo gruppo, quello dei materiali compatibili con un artefatto locale modesto, insieme alle leghe d’oro, alle corone oro-ceramica, alle leghe di titanio e ai fili ortodontici in nichel-titanio. Nel terzo gruppo, da non avere in bocca durante una risonanza dei denti, restano gli apparecchi ortodontici in acciaio e il cromo-cobalto. Un dente piombato, quindi, non ti impedisce nessun esame. Al massimo oscura qualche millimetro intorno a sé.
Il perno che regge la ricostruzione di un dente devitalizzato, se è in fibra di vetro, è invisibile alla risonanza. Il perno moncone metallico, in titanio o in lega d’oro, sta nel gruppo dei compatibili, con una piccola zona distorta intorno alla radice e nessun rischio. Il perno in acciaio distorce di più, ma è cementato dentro il dente, non si muove e non si scalda in modo apprezzabile, e nessuna linea guida ne chiede la rimozione. Lo segnali nel questionario e l’esame si fa.
La protesi mobile si toglie sempre, come gli occhiali. Quella interamente in resina non interagisce con il campo magnetico, ma può spostarsi durante l’esame e creare un artefatto evitabile. Lo scheletrato ha una struttura in cromo-cobalto, il materiale che la classificazione mette tra i non compatibili, e fuori dalla bocca il problema sparisce. Per i ganci metallici e gli attacchi magnetici vale lo stesso discorso, con un’aggiunta per i magneti, che possono smagnetizzarsi e vanno dichiarati al radiologo.
Cosa dire al radiologo
Prima di una risonanza magnetica, compila sempre il questionario pre-esame con onestà. Se hai impianti dentali, segnalalo. Il radiologo valuterà la situazione, ma nella pratica il protocollo è consolidato:
Gli impianti in titanio non richiedono la rimozione né la sospensione dell’esame. Il radiologo può modificare le sequenze per ridurre gli artefatti, se la regione d’interesse è il distretto testa-collo.
Se hai protesi rimovibili con componenti metalliche o magnetiche, portale con te ma toglile prima dell’esame. Se non sei sicuro del materiale delle tue corone fisse, chiedi al tuo dentista.
Il paradosso della paura
La paura della risonanza con gli impianti è molto più pericolosa degli impianti stessi. Ho visto pazienti rinunciare a esami diagnostici importanti — risonanze cerebrali, cardiache, articolari — per il timore infondato che l’impianto potesse “saltare via” o “scaldarsi”. Non succede.
Il titanio è stato scelto per l’implantologia proprio per le sue proprietà biologiche e fisiche: biocompatibilità, resistenza alla corrosione, paramagnetismo. È lo stesso materiale usato nelle protesi d’anca, nelle viti ortopediche, nelle placche craniche. Milioni di pazienti con impianti in titanio si sottopongono a risonanza magnetica ogni giorno nel mondo, senza complicazioni.
Cosa fare prima dell’esame
Se hai impianti dentali in titanio: fai la risonanza con tranquillità. Segnalalo nel questionario, come segnali qualsiasi dispositivo medico. Il radiologo sa cosa fare. L’esame non comporta rischi.
Se hai dubbi sul materiale dei tuoi restauri dentali — corone, ponti, apparecchi — chiedi al tuo dentista prima dell’esame. Non per paura, ma per completezza informativa.
Il titanio non si muove. Non si scalda. Non si stacca. Si limita a stare dov’è, integrato nell’osso, silenzioso e invisibile. Come deve essere.
Riferimenti bibliografici
- Bohner L, Meier N, Gremse F, et al. Magnetic resonance imaging artifacts produced by dental implants with different geometries. Dentomaxillofac Radiol. 2020;49(8):20200121. DOI
- Bohner L, Hanisch M, Sesma N, Blanck-Lubarsch M, Kleinheinz J. Artifacts in magnetic resonance imaging caused by dental materials: a systematic review. Dentomaxillofac Radiol. 2022;51(6):20210450. DOI
- Geibel MA, Gelißen B, Bracher AK, Rasche V. Artifact Properties of Dental Ceramic and Titanium Implants in MRI. Rofo. 2019;191(5):433-441. DOI
- Bhambhani R, Roy SS, Joshi S. Magnetic resonance imaging investigations in patients with metallic dental prosthesis. J Indian Prosthodont Soc. 2023;23(2):203-206. DOI
- Xie SJ, Wang LH, Zhou RH. Effects of metal materials for oral fixation and restoration on magnetic resonance imaging artifacts and the health of tissues around dental implants. Shanghai Kou Qiang Yi Xue. 2023;32(4):428-431.
- Dobai A, Dembrovszky F, Vízkelety T, Barsi P, Juhász F, Dobó-Nagy C. MRI compatibility of orthodontic brackets and wires: systematic review article. BMC Oral Health. 2022;22(1):298. DOI · PMID: 35854295
- Hasanin M, Kaplan SEF, Hohlen B, Lai C, Nagshabandi R, Zhu X, et al. Effects of orthodontic appliances on the diagnostic capability of magnetic resonance imaging in the head and neck region: a systematic review. Int Orthod. 2019;17(3):403-414. DOI · PMID: 31285157
- Tymofiyeva O, Vaegler S, Rottner K, Boldt J, Hopfgartner AJ, Proff PC, et al. Influence of dental materials on dental MRI. Dentomaxillofac Radiol. 2013;42(6):20120271. DOI · PMID: 23610088
Hai impianti dentali e devi fare una risonanza? Se hai dubbi sul tipo di materiali presenti nella tua bocca, una valutazione clinica chiarisce tutto in pochi minuti. Nello Studio Denti Più a Frosinone ti forniamo la documentazione necessaria per il radiologo. Chiama il 0775 889009 oppure scrivici su WhatsApp.
Domande frequenti
Posso fare la risonanza magnetica se ho impianti dentali?
L'impianto può staccarsi durante la risonanza?
La risonanza magnetica danneggia l'impianto?
Gli artefatti possono compromettere la diagnosi?
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